OTTAVIA PENNA

Grazie al loro impegno nella lotta partigiana contro il nazifascismo, le donne italiane conquistarono il diritto al voto che esercitarono per la prima volta alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946.

Il 2 giugno 1946 l’Italia intera venne chiamata al voto in occasione del Referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Vinse la Repubblica con il 54,3% delle preferenze.

Il 25 giugno 1946 si riunì l’Assemblea Costituente e per la prima volta 21 donne entrarono a far parte di quel gruppo di eletti che potevano sedere ufficialmente nei banchi della politica. Le cosiddette Madri Costituenti erano rappresentanti dei diversi partiti che avevano combattuto il nazifascismo. Cinque tra queste entrarono nella Commissione dei 75, incaricata di scrivere la Carta Costituzionale: Maria Federici, Angela Gotelli, Tina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti.

Ottavia Penna – Caltagirone 1907 – 1986
Durante l’ultima guerra, nottetempo, una giovane e bionda baronessa si aggirava furtivamente
nelle campagne del Calatino, e tagliava con un coltello i sacchi di grano che i baroni della zona
destinavano illegalmente al mercato nero anziché all’obbligatorio ammasso. Altre notti, invece,
prelevava dalle proprie fattorie carne macellata e la portava nelle case degli indigenti, con quale
rischio si può immaginare se scoperta dai gendarmi con quel carico di cibo in macchina che
sarebbe dovuto essere razionato con la carta annonaria.
Questa giustiziera della notte si chiamava Ottavia Penna. Era nata a Caltagirone nel 1907,
aveva studiato le nozioni elementari, come usava fra l’aristocrazia, con istitutrici di casa; poi in
collegio a Poggio Imperiale in Toscana, e gli studi superiori a Trinità dei Monti a Roma. Tornata
al suo paese, aveva sposato il dottore Filippo Buscemi, un medico molto noto e stimato. Alla
fine della guerra, nonostante la sua forte fede monarchica, fu conquistata dalle idee “innovatrici”
di Guglielmo Giannini, il fondatore dell’Uomo Qualunque. E così passionaria com’era, decise di
dare una mano all’idea, candidandosi per la Costituente nella lista di questo singolare
movimento.

Ottavia Penna (español)

Hija de Francesco Penna, barón de Portosalvo, e Ines Crescimanno Maggiore, duquesa de Albafiorita, pasó su juventud en Caltagirone y luego se trasladó a Poggio Imperiale y Roma para completar sus estudios universitarios. Inmediatamente después de casarse con el médico Filippo Buscemi Galasso. En 1946 fue elegida en la lista del Frente de Cualquier Hombre , en la Asamblea Constituyente en el distrito electoral de Catania.  Fue una de las 21 mujeres que participaron en la Asamblea Constituyente en junio de 1946, la única mujer del movimiento.

El 28 de junio del mismo año, Ottavia Penna Buscemi fue nominada por su partido para el cargo de Jefa de Estado Provisional : fue la primera mujer en ser propuesta para el cargo institucional más alto y en hacer su nombre Guglielmo Giannini , secretaria de Man Any , la definió como «una mujer inteligente, culta, novia, madre». Obtuvo 32 votos de su partido, 396 del electo Enrico De Nicola , y 42 del republicano Cipriano Facchinetti .

Del 19 al 24 de julio de 1946 estuvo entre los 75 miembros de la Comisión para la Constitución , junto con Nilde Iotti , Teresa Noce , Lina Merlin y Maria Federici , para la redacción de la constitución.

El 15 de noviembre de 1947 abandonó el Frente del Everyman , junto con otros parlamentarios del movimiento para formar el grupo de la Unión Nacional y permaneció allí hasta la conclusión de los trabajos de la Asamblea Constituyente el 31 de enero de 1948.

En 1953 , finalmente se presentó con éxito en las elecciones locales de su ciudad natal entre archivo del Partido Nacional Monárquico convertido en regidor. Retirada de la escena política, pasó los últimos años en su ciudad natal donde murió en 1986 .

Penna Buscemi es recordada en la novela de Benedetta Cosmi «Orgullo y sentimiento» lanzada en diciembre de 2020.


Forse ricordando le sue imprese che ben definiscono il suo temperamento di strenua amante
della legalità e della giustizia, certo è che i suoi concittadini le riservarono 11.675 preferenze, e
il 2 giugno 1946 la elessero alla Assemblea Costituente, unica onorevole donna della destra
italiana. Nella città “culla della Democrazia Cristiana” la sorpresa fu grande, e non fece molto
piacere a Mario Scelba, che se ne lamentò in una lettera a Luigi Sturzo.
Mentre, dunque, continuava nella sua città il suo impegno di solidarietà verso i bisognosi e i
giovani emarginati (con particolare contributo all’istituzione di una “Città dei ragazzi”), Ottavia
Penna entrava con entusiasmo a Montecitorio, nel piccolissimo gruppo di madri costituenti: 21
donne su 556 deputati maschi. Queste erano nove comuniste, nove democristiane, due
socialiste e una, appunto lei, la bionda aristocratica di 39 anni, monarchica dell’Uomo
Qualunque. Senza questo gruppetto di donne agguerrite alla Costituente, come affermano gli
storici, non avremmo avuto il principio fondamentale contenuto nell’Art. 3 della Costituzione che
respinge ogni discriminazione anche di sesso, e che si riflette su tutti gli altri articoli. E la Penna,
fin da giovanissima sostenitrice della parità di diritti tra uomo e donna, faceva fra queste molta
propaganda. Tuttavia, a causa del suo anticomunismo (ma ammirava Enrico Berlinguer), lei e il
gruppo dell’UDI, l’unione delle donne italiane, si tenevano reciprocamente lontane.
Ma la vera notorietà venne a Ottavia Penna quando l’Assemblea costituente si apprestava ad
eleggere il primo Presidente della Repubblica. Guglielmo Giannini candidò proprio lei,
presentandola come «Una donna colta, intelligente, una sposa, una madre». Si può dire un
successo, se si pensa che solo venticinque anni dopo un’altra donna, la deputata dc Ines
Boffardi, ebbe un voto nell’elezione del Capo dello Stato, suscitando battute beffarde fra i
deputati, tanto da costringere Sandro Pertini a rimproverarli: «C’è poco da ridere, onorevoli
colleghi: anche una donna può diventare presidente, sapete?».
E anche per la baronessa calatina non mancarono le battute da parte dei deputati. Come
scrisse «il Giornale di Sicilia» il 29 giugno 1946: «Molto commentati i voti che escono dall’urna
in favore della deputata qualunquista siciliana Ottavia Buscemi Penna. Guglielmo Giannini, con
la sigaretta spenta tra le labbra, rientra nell’aula e salito al banco dove siede la candidata
s’inchina a baciare la mano della signora, che il gruppo per una singolare affermazione di
qualunquismo ha voluto designare alla suprema direzione dello Stato».


Alla fine dell’esperienza costituente, Ottavia Penna decide di abbandonare la politica, lo fa con
amarezza perché delusa dal comportamento del suo leader Giannini (si era già dimessa dal
gruppo dell’Uomo Qualunque), insofferente a certe regole dei partiti, delusa dalla vita
parlamentare e dai compromessi cui ha dovuto assistere. Solo nel 1953 si presenta alle elezioni
amministrative di Caltagirone e viene eletta nelle fila del Partito Monarchico, trovandosi in
opposizione alla sorella Carolina, democristiana, e sindaco della città. Ma questa fu solo una
parentesi nel «libro chiuso della politica», come diceva. E non ne volle più parlare fino alla morte avvenuta nel dicembre 1986. Ma nel suo animo era rimasta sempre l’avversione per
«questa repubblica», e la esprimeva in maniera singolare incollando sulle lettere il francobollo a
testa in giù.

20 anni di registrazioni di documentari principalmente sulla seconda guerra mondiale, e sul tema degli armamenti in genere.

Riferimenti: / Referencias:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ottavia_Penna_Buscemi

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/ottavia-penna/Ester RizzoHistorias de mujeres sicilianas: Madre Constituyente Ottavia Penna Buscemi , en La Vedetta , enero de 2014

Enza Pelleriti, Ottavia Penna Buscemi , en Siciliane. Diccionario biográfico editado por Marinella Fiume, Siracusa, E. Romeo, 2006, págs. 777–779. 

Santi Correnti, Mujeres de Sicilia: la historia de la isla del sol escrita en femenino , Catania, Coppola, 2001

Cettina Alario, Ottavia Penna. Madre Constituyente , Di Pasquale, 2009

Benedetta Cosmi, Orgullo y sentimiento , Armando Editore, 2020

Collegamento virtuale: / Enlace virtual:


Collaborazione alla produzione della biografia:
/ Colaboración en la producción de biografía:

Paola Tagle, Fernanda Andrea Cabello y Silvia Barrios.

Direzione e responsabile del progetto: / Dirección y responsable del proyecto:

Silvia Barrios

Página web Proyecto/archivo

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”

Progetto: / Proyectos:

https://linktr.ee/AltarMujeresS.XXI



“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”  È un laboratorio/installazione transdisciplinare che si interseca con la prospettiva di genere e sintetizza il lavoro di una piattaforma dedicata alla ricerca e alla produzione della pratica artistica contemporanea. Un archivio globale di tutti i tempi e le culture.

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha” es  un laboratorio/instalación transdisciplinario en cruce con la perspectiva de género, que sintetiza el trabajo de una plataforma dedicada a la investigación y producción de obra. Un archivo global de todos los tiempos y culturas.

Anuncio publicitario

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s