NILDE IOTTI

Grazie al loro impegno nella lotta partigiana contro il nazifascismo, le donne italiane conquistarono il diritto al voto che esercitarono per la prima volta alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946.

Il 2 giugno 1946 l’Italia intera venne chiamata al voto in occasione del Referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Vinse la Repubblica con il 54,3% delle preferenze.

Il 25 giugno 1946 si riunì l’Assemblea Costituente e per la prima volta 21 donne entrarono a far parte di quel gruppo di eletti che potevano sedere ufficialmente nei banchi della politica. Le cosiddette Madri Costituenti erano rappresentanti dei diversi partiti che avevano combattuto il nazifascismo. Cinque tra queste entrarono nella Commissione dei 75, incaricata di scrivere la Carta Costituzionale: Maria Federici, Angela Gotelli, Tina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti.

Nilde Iotti (Reggio Emilia 1920 – Roma 1999)


Leonilde Iotti detta Nilde è stata la prima donna a ricoprire la terza più alta carica
dello Stato come Presidente della Camera dei Deputati, ma il primato per cui è
conosciuta ancora oggi è quello di essere stata deputata ininterrottamente dalla prima
alla tredicesima legislatura.


Figlia di Egidio Iotti, ferroviere socialista, e Alberta Vezzani, casalinga, cresce tra
Reggio Emilia e Cavriago dove è costretta a rifugiarsi durante la guerra. Il padre viene
allontanato dal lavoro per il suo impegno nel sindacato e dopo la sua morte Nilde riceve
una borsa di studio che le permette di iscriversi all’Università Cattolica di Milano,
ricordando le parole di suo padre “meglio preta che fascista”. Si laurea in Lettere
nell’ottobre 1942 e inizia a insegnare in un istituto tecnico reggiano.

Nell’Italia del nord c’è la Resistenza e molte bande partigiane lottano contro i
nazifascisti. Nilde Iotti viene in contatto con la parte comunista e nel 1943 inizia a
collaborare con loro, diventa staffetta partigiana e porta volantini, viveri, medicine e calze
di lana con la sua bicicletta. Partecipa attivamente alla lotta di Liberazione attraverso i
Gruppi di difesa della donna e nel 1945 l’UDI (Unione Donne Italiane) le affida l’incarico
di indagare sulle condizioni delle famiglie più bisognose. Quello sarà l’inizio della sua
lunga attività politica. Il 31 marzo 1946 viene eletta nel consiglio comunale di Reggio
Emilia e a ventisei anni nel giugno 1946 entra nel palazzo di Montecitorio insieme ad
altre ventuno deputate, prime donne elette nel nuovo Parlamento italiano. Ottiene
15.936 voti nella XIV circoscrizione di Parma, Modena, Piacenza e Reggio Emilia.

NILDE IOTTI (Español)

Nilde Iotti, en el Registro Civil Leonilde Jotti, (Reggio Emilia, 10 de abril de 1920 – Poli, provincia de Roma, 4 de diciembre de 1999) fue una política italiana, dirigente del Partido Comunista Italiano y Presidenta de la Cámara de Diputados del país de 1979 a 1992, siendo la primera mujer en desempeñar este cargo y la persona que más tiempo lo ha desempeñado.

Su participación en la Resistencia italiana durante la Segunda Guerra Mundial se concretó fundamentalmente en sus labores como correo o enlace y en la organización y dirección de los Gruppi di Difesa della Donna ligados al PCI. En 1946 fue elegida como candidata independiente en las listas de este partido, primero al Ayuntamiento de su ciudad y enseguida a la Asamblea Constituyente que redactó la Constitución de la República Italiana. Iotti figuró así entre las veintiuna mujeres elegidas para formar parte de la Asamblea Constituyente italiana y entre las cinco que formaron parte de la llamada «Comisión de los 75», encargada de redactar y proponer el proyecto de Constitución.

En su actividad parlamentaria, Iotti se distinguió en la defensa de los derechos de la mujer. Ya en la Asamblea Constituyente promovió la protección estatal a la familia y la igualdad de los cónyuges en el matrimonio, que luego se plasmarían en los artículos 29 a 31 de la Constitución. En 1955 fue la primera firmante de una proposición de ley para instaurar un sistema de seguridad social y pensiones para las amas de casa. En 1974 participó activamente en la campaña del referéndum en defensa de la ley de divorcio, y en 1978 contribuyó a la aprobación de la ley del aborto.


Gli anni di lavoro all’Assemblea Costituente sono per lei una grande scuola
politica, la prova della sua passione e anche la nascita di un grande amore, quello per il
leader del PCI Palmiro Togliatti, sposato con la comunista Rita Montagnana e dalla
quale ebbe un figlio di nome Aldo. La loro relazione le procura molte inimicizie e difficoltà
a causa della rigida morale comunista e della diffidenza di molti compagni. Il 20 luglio il
suo nome insieme a quelli di Angela Gotelli, Maria Federici, Teresa Noce e Lina Merlin
viene scelto dalla Commissione dei settantacinque per redigere la Carta costituzionale.
La sua relazione sulla famiglia resta attuale ancora oggi e ha contribuito a scrivere gli
articoli 29-30-31 della nostra Costituzione. Le lettere d’amore che Nilde e Palmiro si
scambiano in quei mesi (dal 5 agosto 1946 al 26 agosto 1947) raccontano di due
innamorati che soffrono la lontananza e si dedicano frasi bellissime.


Gli anni Cinquanta e Sessanta sono difficili, si sente esclusa e messa ai margini
nel partito, ma Nilde non si rassegna, continua a lavorare dentro e fuori dal Parlamento
e propone una pensione per le casalinghe mai approvata. Alla fine di questo triste
momento della sua vita politica, Nilde Iotti viene rieletta deputata con incarichi importanti
nel Comitato Centrale, nella segreteria nazionale dell’UDI e nel comitato federale di
Reggio. Con la morte di Togliatti a Yalta nel 1964 la vita di Nilde Iotti è destinata a
mutare in peggio per la sua vita personale e in meglio per quella lavorativa. Sono gli
anni del movimento femminista, della contestazione studentesca e dei mutamenti sociali,
si fa fautrice di molte battaglie come la legge sul divorzio (1970), la riforma del nuovo
diritto di famiglia (1975) che promuove la parità giuridica e morale dei coniugi e
l’equiparazione tra figli legittimi e illegittimi e infine l’interruzione volontaria di gravidanza

(1978).
Il 20 giugno 1979 viene incoronata “regina” di Montecitorio al 1° scrutinio con 433
voti e inizia il mandato ancora oggi rimasto imbattuto di Presidente della Camera per
tredici anni rieletta poi nel 1983 e 1987. Sono gli anni di piombo, costellati da violenza,
paura e terrorismo nei quali lei mette al centro il ruolo pluralistico del Parlamento e
difende le istituzioni democratiche. Iotti è stata un Presidente (al maschile come voleva
lei) super partes, attenta alle minoranze e a garantire la massima rappresentanza a tutte
le parti, elegante nell’abbigliamento e severa nell’aspetto, Nilde Iotti è stata la prima
comunista a ricevere un mandato esplorativo e ha rinunciato alla nomina di senatrice a
vita propostale dal Presidente della Repubblica Cossiga. Amica con la democristiana
Tina Anselmi negli anni Ottanta le affida l’incarico di presiedere la commissione
d’inchiesta sulla loggia massonica P2 e si impegna sul fronte delle riforme istituzionali e
della riforma del Regolamento della Camera contro il voto segreto e contingentando i
tempi per ridurre l’ostruzionismo dei radicali in aula.
Convinta europeista (fu deputata del Parlamento europeo dal 1969 al 1979), Nilde
Iotti è stata una donna forte, coraggiosa e tenace che ha fatto delle scelte a volte anche
in controtendenza con il suo stesso partito. Nel 1992 per lei si apre la corsa al Quirinale,
ma i tempi non erano forse ancora maturi e al nono scrutinio il PDS abbandona la sua
candidatura.
Il 18 novembre 1999 con una lettera indirizzata al presidente della Camera Luciano
Violante, Nilde Iotti lascia il suo banco di deputata per motivi di salute dopo aver
dedicato cinquantatré anni alla politica. Il suo insegnamento più grande è quello di
essere stata sempre se stessa, di non aver dovuto scegliere rinunciando per forza a
qualcosa e lo dimostra tutta la sua carriera.

In una delle ultime interviste televisive rilasciate a Enzo Biagi che le chiedeva che cosa
si augurasse per il futuro lei rispondeva:
Io credo che sarebbe un fatto estremamente importante se il giorno che
avessimo portato il nostro Paese fuori dal guado potessimo dire che, dall’inizio
alla fine della nostra battaglia, comunque ci siamo chiamati e qualunque forma
abbiamo dato alla nostra attività politica, noi abbiamo servito per difendere i
lavoratori, per garantire la libertà degli individui e la democrazia del nostro
paese.

Riferimenti: / Referencias:

https://www.ultimora.news/chi-era-nilde-liotti-e-perche-e

https://www.studenti.it/nilde-iotti-riassunto-frasi.html

https://es.wikipedia.org/wiki/Nilde_Iotti

  • Corbi, G.: Nilde, Rizzoli, 1993.
  • De Franciscis, M.E.: «Leonilde Iotti (1920- )», en Salokar, R.M. & Volcansek, M.L. (eds.): Women in Law. A Bio-bibliographical Sorcebook, Greenwood Press, Westport, CT., 1996, pp. 101-111.
  • Imprenti, F. y Magnanini, C.: Nilde Iotti: presidente: dalla Cattolica a Montecitorio. Atti del convegno di studi, Rozzano, 20 febbraio 2009, Biblion, 2010.

Collegamento virtuale: / Enlace virtual:

Collaborazione alla produzione della biografia: Colaboración en la producción de biografía:

Paola Tagle, Fernanda Andrea Cabello y Silvia Barrios.

Direzione e responsabile del progetto: / Dirección y responsable del proyecto:

Silvia Barrios

Página web Proyecto/archivo

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”

Progetto: / Proyectos:

https://linktr.ee/AltarMujeresS.XXI

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”  È un laboratorio/installazione transdisciplinare che si interseca con la prospettiva di genere e sintetizza il lavoro di una piattaforma dedicata alla ricerca e alla produzione della pratica artistica contemporanea. Un archivio globale di tutti i tempi e le culture.

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha” es  un laboratorio/instalación transdisciplinario en cruce con la perspectiva de género, que sintetiza el trabajo de una plataforma dedicada a la investigación y producción de obra. Un archivo global de todos los tiempos y culturas.

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