MARIA FEDERICI – Anna Maria Agamben Federici

Grazie al loro impegno nella lotta partigiana contro il nazifascismo, le donne italiane conquistarono il diritto al voto che esercitarono per la prima volta alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946. 

Il 2 giugno 1946 l’Italia intera venne chiamata al voto in occasione del Referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Vinse la Repubblica con il 54,3% delle preferenze.

Il 25 giugno 1946 si riunì l’Assemblea Costituente e per la prima volta 21 donne entrarono a far parte di quel gruppo di eletti che potevano sedere ufficialmente nei banchi della politica. Le cosiddette Madri Costituenti erano rappresentanti dei diversi partiti che avevano combattuto il nazifascismo. Cinque tra queste entrarono nella Commissione dei 75, incaricata di scrivere la Carta Costituzionale: Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti.

María Agamben nació en L’Aquila el 19 de septiembre de 1899. Después de graduarse en Letras, enseña italiano e Historia en la escuela secundaria. También escribe libros de texto y hace incursiones en el periodismo. En Roma, conoce a Mario Federici, también nacido en L’Aquila, dramaturgo y crítico teatral, con quien se casó en 1926. Durante el fascismo, la pareja se trasladó al extranjero, donde ella continúa enseñando el italiano en centros culturales de Sofía, Egipto y París. De regreso a Roma en 1939, Federici se compromete pronto con la resistencia italiana frente al poder de Mussolini. Como delegada de la UDACI (Unión de Mujeres Católicas), organiza la atención a mujeres desempleadas. El 2 de junio de 1946 fue una de las 21 mujeres elegidas a la Asamblea constituyente italiana, dentro del grupo parlamentario Demócrata cristiano. Murió en Roma, el 28 de julio de 1984.

Anna Maria Agamben Federici (Español)

Anna Maria Agamben nacque all’Aquila nel 1899 da una famiglia benestante di origini armene. Laureata in Lettere, si dedicò all’insegnamento di lettere e storia nelle scuole superiori. La sua formazione era improntata sul pensiero cristiano sociale, con una fede profonda nei valori della libertà e della democrazia. Nel 1926 sposò il commediografo e critico letterario Mario Federici.

Per sfuggire alle limitazioni imposte dal regime fascista, nel 1929 la coppia emigrò all’estero, in Bulgaria, in Egitto e infine a Parigi. La Federici continuò la professione di insegnante negli istituti italiani di cultura. Nella capitale francese iniziò ad avvicinarsi alla politica, frequentando ambienti antifascisti e femministi di esuli italiani.  Fu un’esperienza molto importante poiché le permise di radicare dentro di sé valori di giustizia sociale e di maturare la consapevolezza dell’importanza del ruolo della donna non solo all’interno della famiglia, ma anche a livello politico e sociale.

Nel 1939 i Federici rientrarono in Italia e Maria entrò a far attivamente parte della Resistenza . Fu attiva nei settori sindacali e femministi, diventando delegata dell’Unione donne dell’Azione Cattolica italiana. Nel 1944 fu eletta delegata al Congresso costitutivo delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI), prima donna a rivestire tale ruolo. Tra il 1944 e il 1945 partecipò alla fondazione del Centro italiano femminile (CIF), di cui fu la prima presidente fino al 1950. La nascita del Cif rientrava nel disegno di avvicinare il mondo femminile alla causa della democrazia, favorendo la partecipazione delle donne alla politica e all’associazionismo, ma anche aiutandole nel miglioramento delle loro condizioni materiali. 

Alle elezioni politiche italiane del 1946 si candidò per l’Assemblea Costituente e fu, come componente del gruppo parlamentare Democratico Cristiano, una delle 21 donne elette.

Trayectoria

Junto con Teresa Noce (PCI), Nilde Iotti (PCI), Lina Merlin (PSI) y Angela Gotelli (Democracia Cristiana) fue una de las cinco mujeres que formaron una comisión especial, presidida por Meuccio Ruini, encargada de elaborar y redactar enmiendas al proyecto de Constitución de la Asamblea constituyente. En la llamada Comisión de los 75, trabajó en la tercera subcomisión, relativa a los derechos y deberes económico-sociales de las mujeres.

Desde 1948, en la primera legislatura del parlamento republicano, y posteriormente fue elegida representante de la Cámara de los diputados por el distrito de Perugia. Fue componente de la XI Comisión (Trabajo y Previsión social) y de la Comisión parlamentaria que trató asuntos sobre el desempleo. Durante toda su carrera se ocupó de las cuestiones laborales y de seguridad social.

En el 1947 fundó el ANFE (Asociación Nacional Familias Emigradas), de la que fue presidenta hasta 1981, y se ocupó a largo de su vida de las cuestiones de la emigración. Entre otros cargos, fue delegada nacional de la ACLI y de presidente del Centro femenino italiano (CIF), del que fue en 1944 una de sus fundadoras.

Insieme a Nilde Iotti (PCI), Lina Merlin (PSI), Teresa Noce (PCI) e Angela Gotelli (DC) fu una delle cinque donne entrate a far parte della commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione, nota col nome di Commissione dei 75. 

Nel 1947 fondò l’Anfe, ovvero l’Associazione nazionale famiglie emigrati, che nacque dalla volontà della Federici di dare una risposta all’emigrazione, fenomeno che interessava la nostra nazione molto da vicino e che aveva comportato uno spopolamento progressivo dei paesi e delle città. La Federici ebbe una particolare sensibilità ed un impegno straordinario nel seguire e comprendere il fenomeno migratorio italiano e nel supportarlo con risposte strategiche e strutturali. 

Alle elezioni politiche italiane del 1948 si candidò per la Camera dei deputati, venendo eletta per la prima legislatura repubblicana. Fu componente della XI Commissione (Lavoro e Previdenza sociale) per l’intera durata del mandato e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla disoccupazione dal maggio del 1951.

Fu anche la relatrice del disegno di legge sulla “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”,  che diventerà la legge n. 860 del 1950, e presentatrice (nonché prima firmataria) di proposte di legge sulla “vigilanza e controllo della stampa destinata all’infanzia ed alla prima adolescenza” (ratificata poi nel 1952) e sulla disciplina dell’apprendistato (approvata nel 1953). Nel 1957 pubblicò “Il cesto di lana”, un’autobiografia in cui sottolineò il ruolo di subordinazione in cui la donna era ancora costretta, il fatto che i meriti delle partigiane durante la Resistenza non fossero stati riconosciuti e la diffidenza verso le donne che si erano iscritte al partito.


 Nel 1950 fondò insieme alle colleghe Lina Merlin, Angela Guidi Cingolani e Maria De Unterrichter Jervolino il Comitato italiano di difesa morale e sociale della donna (CIDD), il cui scopo era il contrasto alla prostituzione femminile. Finito il mandato da deputata nel giugno del 1953, non si ricandidò alle elezioni di quell’anno, abbandonando la vita politica attiva.

Riferimenti: / Referencias:

https://es.wikipedia.org/wiki/Maria_Federici

  • M. Federici Agamben, El cesto de lana, Roma: SALES, 1957
  • Las mujeres y la Constitución: aptos del convegno promovido de la Asociación de los ex-parlamentarios, Roma, 22-23 de marzo de 1988, Roma: Cámara de los diputados, c1989
  • M. Addis Saba, M. De Leo, F. Taricone, Mujeres y Constituyente: a los orígenes de la República, Roma: Presidencia de la junta de los ministros, Departamento para la información y la editoria, imprime 1996
  • F. Taricone, El Centro italiano mujeril: de los orígenes a los años Setenta, Milán: F. Ángeles, 2001
  1.  Perfil de Maria Agamben Federici, en la web Anpi.it, consultada el 29/01/2016
  2.  Il contributo di Maria Federici per l’Italia libera e democratica, por Carlo Fonzi, en la web Allinfo.it, 25/12/2014

Collegamento virtuale: / Enlace virtual:

Collaborazione alla produzione della biografia: Colaboración en la producción de biografía:

Paola Tagle, Fernanda Andrea Cabello y Silvia Barrios.

Página web Proyecto/archivo

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”

Direzione e responsabile del progetto: / Dirección y responsable del proyecto: Silvia Barrios

Progetto: / Proyectos:

https://linktr.ee/AltarMujeresS.XXI

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha”  È un laboratorio/installazione transdisciplinare che si interseca con la prospettiva di genere e sintetizza il lavoro di una piattaforma dedicata alla ricerca e alla produzione della pratica artistica contemporanea. Un archivio globale di tutti i tempi e le culture.

“Altar Mujeres SXXI  #vidasenlucha” es  un laboratorio/instalación transdisciplinario en cruce con la perspectiva de género, que sintetiza el trabajo de una plataforma dedicada a la investigación y producción de obra. Un archivo global de todos los tiempos y culturas.

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