Laura Cuomo

«Mi definiscono una sognatrice con i piedi ben piantati in terra.»

Il profumo del mare, probabilmente, è il ricordo d’infanzia più felice per la maggior parte di coloro che vive e ha sempre vissuto in un luogo costiero. E’ da questo che sono partita per la mia indagine, dal mio ricordo felice. Dovere morale di ognuno di noi sarebbe la tutela  del mare, delle spiagge e del paesaggio. Ciò significherebbe non dimenticare se stessi, la propria salute e quella dei nostri anziani e bambini.

Non potevo a questo scopo non dar voce alla mia terra e ad un’associazione apartitica senza scopo di lucro, nato dalla volontà di un gruppo di donne di  non chiudere gli occhi davanti a ciò che andava cambiato.

Ho posto alcune domande alla presidente della “Grande Onda” Laura Cuomo, che, partendo da un gruppo Facebook, si è fatta strada in un territorio sicuramente non facile, fino al coinvolgimento di moltissime persone, ponendo la giusta attenzione verso problematiche legate all’inquinamento marino.

Come è nata l’idea di creare un gruppo che denunciasse le varie problematiche legate al mare della penisola sorrentina?

“Per rispondere a questa domanda occorre tornare all’estate 2015. Quell’estate, in particolar modo, iniziò con una serie di divieti di balneazione, che toccarono molte spiagge della penisola sorrentina. E l’anno precedente non era andata meglio. Io ero molto preoccupata di questa situazione. Lo ero da genitore – i miei figli sono cresciuti ad acqua e sale – e lo ero anche per me stessa, visto che per me il mare rappresenta una necessità dello spirito. In un decennio, o poco più, avevo assistito ad un peggioramento esponenziale della qualità delle acque di balneazione della penisola sorrentina.

All’epoca non comprendevo le ragioni di quel peggioramento, ma non volevo più restare a guardare in silenzio. Così, un giorno di fine giugno, di impulso, di fronte all’ennesimo divieto di balneazione – usando Facebook – scrissi una lettera aperta, rivolgendomi in toni piuttosto aspri ai sei sindaci della penisola, chiedendo loro un impegno forte e concreto in favore della risorsa mare, ma anche a tutela degli ospiti del nostro sistema turistico.

Uno di quei sindaci mi rispose e mi chiese di organizzare qualcosa… il giorno dopo sul social Facebook aprii un gruppo per parlare delle problematiche del mare e lo chiamai La Grande Onda, prendendo ispirazione dall’immagine della nota xilografia del giapponese Hokusai. 

Speravo di coinvolgere un centinaio di persone: un’ora dopo avevamo già superato i mille iscritti!”

• Il sottotesto che si legge “ Osservatorio Civico per la salute del mare e dell’ambiente” può essere letto come uno dei tanti successi della Grande Onda.  Cosa ha apportato all’ambiente per quanto riguarda la diminuzione dell’inquinamento marino e costiero?  

“Premetto che quando ho iniziato, nel giugno 2015, in penisola sorrentina l’argomento mare inquinato era volutamente ignorato, taciuto o semplicemente subito.  Ho incontrato moltissime difficoltà a tirare fuori le problematiche del mare malato, che – di fatto – erano comunque sotto gli occhi di tutti. Sono stata inizialmente vista come una nemica del territorio, perché ho avuto il coraggio di mostrare attraverso un gruppo social che raggiungeva sempre più persone (il numero degli iscritti al gruppo saliva vertiginosamente di giorno in giorno) ed incuriosiva i media – le immagini impietose di come avevamo ridotto il mare. Era sconveniente, per un paese che vive di turismo, raccontare la verità, in molti mi hanno attaccata, a volte persino minacciata.  Ma io sono andata avanti, perchè ero convinta delle mie ragioni e anche perché nel frattempo avevo costruito un gruppo di lavoro ed avevamo individuato un obiettivo iniziale. L’obiettivo aveva un nome: impianto di depurazione di Punta Gradelle. Questo depuratore – che per il mare della penisola avrebbe rappresentato la soluzione dei problemi dovuti al fattore «inquinamento batterico» – era atteso da oltre vent’anni, ma i lavori erano fermi da anni, al solo scavo del tunnel nella roccia che avrebbe dovuto accogliere l’impianto. Ma la forza di volontà e l’impegno che abbiamo profuso per raggiungere questo obiettivo sono stati tali che, a furia di scrivere istanze e andare e venire da sedi regionali, da uffici comunali e di capitanerie di porto, qualcosa abbiamo mosso. Forse qualcosa in più «di qualcosa». L’impianto di depurazione di Punta Gradelle, oggi considerato un’eccellenza a livello europeo, è entrato in funzione – dopo due anni dalla nostra discesa in campo – nel 2017,  cambiando completamente e nel giro di pochi mesi le condizioni del mare!” 

Dall’inizio dell’attività della Grande Onda cosa è cambiato dal punto di vista ambientale, sulla salute delle nostre acque e delle nostre coste? 

“Dopo pochi mesi dall’entrata in funzione dell’impianto di Punta Gradelle gli effetti della depurazione hanno iniziato a produrre visibili miglioramenti: grazie al pretrattamento mediante sistema di grigliatura grossolana e fine, ogni giorno vengono risparmiate al mare tonnellate di rifiuti solidi (cotton fioc, assorbenti, piccoli oggetti di plastica).

Ma soprattutto il mare non riceve più reflui fognari. È stato un cambiamento che potrei definire epocale, testimoniato dai report  che mensilmente l’agenzia Regionale per l’Ambiente della Regione Campania (Arpac) certifica mediante i risultati delle analisi delle acque di balneazione. Il mare della penisola sorrentina non presenta più problemi di inquinamento da batteri fecali. Inoltre è tornato limpido, come tanti anni fa.

Questo cambiamento ha messo in circolo un processo di comportamenti virtuosi ed è accaduto che tre comuni della penisola sorrentina hanno addirittura conquistato la bandiera blu! 

Ma se una battaglia è vinta la guerra non è finita… il mare della penisola sorrentina non è al riparo dalle tante problematiche che affliggono i mari e gli oceani del mondo: la plastica alla deriva, le microplastiche, gli scarichi abusivi ancora fuori controllo che provengono dalla costa troppo antropizzata, il traffico marittimo in grande crescita, l’inciviltà comportamentale di taluni… tutti questi nodi non sono ancora sciolti e ancora chiedono risposte e soluzioni.

C’è tanto da lavorare e bisogna unire le forze: io resto dell’idea che si debba fare rete sulle grandi tematiche ambientali irrisolte. Solo così potremo azionare la ruota del vero cambiamento.”

Si sa che il web e in particolar modo i social media hanno un impatto fortemente divulgativo. Come Grande Onda credete anche nel ruolo istruttivo della divulgazione?

“Crediamo nel ruolo divulgativo e di sensibilizzazione dei social, ovviamente solo se questo ruolo viene espletato in modo attento, coscienzioso e responsabile. Ancor più crediamo che qualcosa potrà migliorare, in particolare, educando le giovani generazioni ad avere comportamenti ed approcci responsabili verso le questioni ambientali. 

Oltre a combattere il mostro dai mille tentacoli che è l’inquinamento, abbiamo lavorato tantissimo per avvicinare i cittadini alle problematiche legate all’ambiente.

Ogni giorno, dal nostro gruppo Facebook che raggiunge ormai oltre tredicimila persone, partono input di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente. Abbiamo lanciato campagne di informazione, abbiamo aderito alle giornate nazionali ed internazionali dedicate al mare e agli oceani proponendo eventi in collaborazione con le capitanerie di porto e con le scolaresche, cercando sempre di fare rete – di volta in volta – con le varie associazioni ambientaliste presenti sul territorio. Abbiamo promosso incontri, convegni, giornate di studio ma anche di svago finalizzate alla tutela del territorio, abbiamo persino istituito un premio dedicato a chi sa meglio prendersi cura del mare.

Abbiamo, sì… perchè nel percorso intrapreso, ho trovato mille porte aperte, mille braccia laboriose, mille sorrisi, mille disponibilità, mille sì. 

E questo, oltre ai tanti obiettivi centrati dall’Associazione che presiedo è la cosa più bella che mi sia capitata nel mio percorso di Grande Onda.”

• La Grande Onda si è occupata anche della pesca illegale dei datteri di mare: come la sua associazione ha contribuito alla diffusione di una nuova  visione delle cose? 

“Non tutti sanno che la penisola sorrentina,  purtroppo, è tra le zone più battute in Italia per la pesca illegale del dattero di mare che nella roccia calcarea che connota le nostre coste, trova il suo habitat naturale.  Visto che il dattero viene estratto in maniera forzosa dalla roccia, distruggendola, il danno ambientale calcolato ogni anno solo in Campania, si stima intorno a 70.000 metri quadrati di desertificazione dei fondali, con un giro di affari illeciti, nella sola penisola sorrentina, pari a due milioni di euro. 

Non potevamo trascurare di occuparci di un tale abuso ai danni del mare e della costa,  anche perché il nucleo di Polizia Giudiziaria della nostra Capitaneria di Porto (Castellammare di Stabia) da anni è attivissimo nella lotta al contrasto di questa pesca di frodo, che costituisce un reato.

Oltre che documentare con puntualità le brillanti operazioni compiute dagli uomini della Guardia Costiera a contrasto di questa pesca illecita e a  schierarci al loro fianco, abbiamo sempre ritenuto doveroso lanciare continui appelli per far conoscere il danno che si causa a tutto l’ecosistema marino acquistando o consumando questi molluschi, la cui detenzione e il cui consumo – ricordo – sono vietati per legge. 

Nel gennaio 2019 il premio «Azioni d’aMARE» conferito da La Grande Onda ha premiato proprio chi contrasta questo intollerabile  scempio illegale.”

Dopo tanti successi e traguardi raggiunti, qual è il nuovo obiettivo della Grande Onda dal punto di vista dell’impatto ambientale ed ecologico?

“Gli obiettivi nascono giorno dopo giorno, basta la testimonianza di un illecito accertato ai danni del territorio per farci scendere in campo e – spesso – averne la meglio. 

Io invece penso sempre con grande rammarico allo stato di abbandono in cui giacciono i valloni della penisola sorrentina. I valloni di Lavinola, San Giuseppe, dei Mulini,  sono antichissime gole e si sono formati in seguito ai movimenti tettonici durante l’ultima glaciazione.

Questi siti di grande interesse naturalistico, geologico, antropologico e storico, vista anche la diretta comunicazione che hanno con il mare, andrebbero protetti e salvaguardati. Oggi invece sono in completo stato di abbandono, spesso utilizzati come discariche abusive di rifiuti di ogni tipo. 

Un progetto di recupero, che interessi anche un breve tratto di questi meravigliosi tesori naturalistici della penisola, sarebbe il sogno più grande da realizzare. Un doveroso tributo alla bellezza di questa terra.”

Infine mi farebbe piacere chiederle una sua personale considerazione sul nostro territorio.

 “Vivo nel posto più «dannatamente bello» che conosca. Un paradiso abitato dai diavoli, come qualcuno ebbe a dire.

Non voglio distogliere il discorso parlando della terra dei fuochi o del fiume Sarno, il fiume più inquinato d’Europa. Voglio concentrare l’attenzione su questo lembo di terra che è la penisola sorrentina, un posto ricolmato di ogni bellezza e per questo decantato da scrittori, poeti, musicisti di ogni epoca. Oggi questa stessa struggente  bellezza è sfruttata,  violentata, offesa. Ho visto agrumeti sventrati, arenili cementificati, rivi usati come discariche a cielo aperto. Ho visto cambiare i connotati a siti di interesse naturalistico e di valenza storica, pieni di incanto e magia, solo per interesse. Per denaro. 

Mi piace allora ricordare le parole di Papa Francesco che ha evidenziato come la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per la cura della casa comune.

Mi unisco alla preghiera del Papa: cambiamo rotta, facciamolo con convinzione e con rispetto per i doni che abbiamo ricevuto. 

Facciamolo subito, o non avremo una seconda possibilità.”

L’acqua è ciò che dà la vita e come tale va onorata e rispettata come fossimo tutti figli di una stessa madre.

Ringrazio la presidentessa Laura Cuomo, donna coraggiosa e disponibile e le auguro di proseguire il suo prezioso operato. 

Un ringraziamento va fatto anche a tutti gli associati della Grande Onda e a tutti coloro che con il loro contributo concorrono alla salvaguardia della nostra amata costa.

Riferimenti bibliografici

https://www.lagrandeonda.net/

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Direzione e responsabilità del progetto: Silvia Barrios

Collaborazione e contenuti: Maria Luisa Aiello

Pagina web Progetto / archivio “Altar Mujeres SXXI #vidasenlucha”

Pagina archivio Facebook
https://www.facebook.com/altarmujeressxxi/?modal=admin_todo_tour

Per aderire alla proposta : silviabarriosarte@yahoo.com.ar

Invito MediaLab #comunidadCulturaSolidaria

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