Amalia De Simone

“Il vero giornalismo è quello che si fa sul campo, consumandosi la suola delle scarpe e rigando dritto”

«Ancora una volta la nostra terra stava bruciando. Ma è normale? Non è normale, non può esserlo»

Amalia De Simone è una giornalista professionista napoletana, specializzata in giornalismo d’inchiesta. Laureata in giurisprudenza, non ha mai pensato di fare l’avvocato. Nata in una terra difficile come la Campania, lavora come reporter da più di vent’anni e da circa dieci anni ha cominciato a occuparsi prevalentemente di giornalismo investigativo. Ha dedicato molte inchieste agli intrecci tra clan, politica e mondo economico, ai crimini ambientali, alla violenza all’infanzia, occupandosi spesso di rifiuti, appalti e riciclaggio, con focus sulle infiltrazioni internazionali delle mafie e delle connessioni con il terrorismo. Indaga procurandosi e consultando atti e documenti ma soprattutto andando sui posti e partecipando ai fatti. Il valore aggiunto della giornalista napoletana è soprattutto il modo in cui conduce le sue inchieste e il riguardo, l’attenzione, il rispetto con il quale tratta le persone di cui racconta le storie. Perché la videoreporter insegue la verità, non lo scoop facile, quindi svolge ricerche certosine, incrocia le fonti, si reca “sui luoghi del delitto” e solo dopo racconta i fatti, depurandoli da qualsiasi sensazionalismo. Grazie alle sue inchieste sono partite molte indagini di rilievo penale. Il “Corriere.it” l’ha inserita nella classifica mondiale delle cento donne del 2016, insieme a Hilary Clinton, al direttore del Cern Fabiola Giannotti, alla mamma di Giulio Regeni, alla sacerdotessa del rock Patty Smith e a tante altre donne descritte come “pioniere, creative, influencers, rivoluzionarie, resilienti, anticonformiste”. In effetti Amalia De Simone racchiude in pieno tutte queste qualità, cui va aggiunta un’altra di fondamentale importanza per un giornalista d’inchiesta: il coraggio. Al suo lavoro è stata dedicata una puntata del programma di Rai1 “Cose nostre” e di Rai3 “Nuovi eroi”. Nel 2016 ha lavorato nel programma d’inchiesta di Rai tre, “Rec”, e sempre per la Rai ha realizzato reportage per i programmi “Crash”, “La storia siamo noi” e “Linea Notte”.

Ha vinto molti premi giornalistici tra cui il “Mariagrazia Cutuli”, “Wangari Maathai”, “Giornalismo d’inchiesta” e per 3 volte riconoscimenti nel “Cronista dell’anno”. È tra gli autori dei volumi “Dem – Dizionario enciclopedico sulle mafie”, “Novantadue, l’anno che cambiò l’Italia”, “L’Italia dei veleni”, “Under – giovani, mafie e periferie”, e della serie di inchieste televisive sulla crisi dei rifiuti “Nella terra di Gomorra”, realizzata per Current. Da anni è impegnata in battaglie per la libertà di stampa e di espressione. Per volontariato è direttrice di Radio Siani, radio anticamorra con sede a Ercolano in un bene confiscato a un boss. Nel 2019 ha pubblicato con Rogiosi Editore “MafiEuropa”, libro in cui ha raccolto le inchieste realizzate per CorriereTV. Nel libro Amalia De Simone spiega come, in linea con la globalizzazione dei traffici, da anni, le mafie italiane si sono internazionalizzate. L’Europa, in particolare, e altri continenti, sono diventati un unico campo d’azione e di interazione con le altre criminalità mondiali. Nel 2020 ha vinto numerosi premi con il documentario “Caine”, girato con le detenute di Fuorni e di Pozzuoli. 

Nel 2016 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha nominata Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana “per il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche” .“Ritirerò questo riconoscimento simbolicamente a nome dei tanti giornalisti d’inchiesta che soprattutto in questo momento lavorano in grande difficoltà, – ha dichiarato in un post su Facebook De Simone – a nome di giornalisti precari e freelance, a nome della gente che fa le cose con passione e onestà e lavorando sodo, a nome di colleghi del Corriere della Sera, a nome dei volontari di Radio Siani, la Radio della Legalità, che hanno saputo andare avanti per la loro strada da soli e a testa alta

In un’intervista dice di se stessa: “Una parola per definirmi? Sono una rompiscatole”. Altre sue parole per descrivere l’impegno di una giornalista d’inchiesta: “La paura è un sentimento che serve a stare attenti, a stare concentrati. Non c’è altro modo di fare questo lavoro per me”, “Il vero giornalismo è quello che si fa sul campo, consumandosi la suola delle scarpe e rigando dritto”. E’ stata recentemente assolta dall’accusa per diffamazione che un potente uomo d’affari le aveva rivolto per l’inchiesta da lei svolta su un traffico internazionale di cocaina. Si è trattato di una tra le tante querele temerarie che spesso le persone coinvolte nelle inchieste giornalistiche sul crimine sporgono contro gli autori, al fine di intimidirli. 

Presenta il suo blog, che cura con la giornalista Simona Petricciuolo, con queste parole: “Alla fine ho aperto sto blog. Me lo chiedevano in tanti che volevano consultare alcuni miei lavori, quindi ho vinto l’imbarazzo ed eccomi qua. In questo spazio dovrei scrivere la mia biografia professionale: le tantissime testate per cui ho lavorato, le battaglie, i premi, le vittorie, le sconfitte… però preferisco i fatti alle parole e chi vorrà potrà vedere i “fatti”, quelli che nel mio piccolo riesco a realizzare e vivere perché ho imparato che “le parole muoiono già sotto la penna”. 

Tra i numerosi scottanti temi toccati dalla giornalista Amalia De Simone ricordiamo le inchieste sulle ECOMAFIE e sulla TERRA DEI FUOCHI. 

Ecomafie: cosa sono?

Ecomafia è un neologismo coniato per la prima volta da Legambiente, associazione ambientalista, che definisce tutte le attività illegali delle organizzazioni criminali di stampo mafioso che arrecano danni all’ambiente. Tra le attività delle ecomafie compaiono il traffico illegale e lo smaltimento illegale dei rifiuti, pericolosi e non, ma anche il traffico di buste shoppers illegali, l’abusivismo edilizio su larga scala, incendi boschivi e illegalità nel mercato dell’agro alimentare. Questo insieme di crimini ambientali frutta alle ecomafie un indotto milionario. Nel Rapporto sulle ecomafie redatto da Legambiente nel 2020 leggiamo: “Crescono le illegalità ambientali. Un affare fuorilegge che vale quasi 20 miliardi di euro per quest’anno. Sono stati 34.648 i reati accertati. Viaggiano al ritmo di una media di 4 all’ora. Con un incremento del 23,1% rispetto al 2018. Campania, Puglia, Sicilia e Calabria sono le Regioni dove si commettono più eco-reati; mentre la Lombardia colleziona più arresti”. Sono questi i principali dati che emergono dal nuovo rapporto Ecomafia 2020 di Legambiente in cui vengono raccontate le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia. Si parla dell’esplosione degli illeciti nel ciclo del cemento con 11.484 reati (più 74,6% rispetto al 2018) che superano quelli contestati nel ciclo di rifiuti che sono 9.527 (più 10,9% rispetto al 2018); ma c’è anche un’impennata dei reati contro la fauna che arrivano a 8.088 (più 10,9% rispetto al 2018) e di quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (più 92,5% rispetto al 2018). Inoltre resta ancora diffusa l’abusivismo edilizio con 20mila nuove costruzioni fuorilegge. “E’ preoccupante il quadro raccontato sulle illegalità ambientali e sul ruolo che ricoprono le organizzazioni criminali, anche al Centro-Nord, nell’era precedente al Covid-19 – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – se da un lato aumentato i reati ambientali, dall’altra parte la pressione dello Stato non si è arrestata. Anzi. I nuovi strumenti di repressione garantiti dalla legge sugli eco-reati stanno mostrando tutta la loro validità sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Non bisogna però abbassare la guardia. Per questo è fondamentale completare il quadro normativo”. 

La Terra dei Fuochi

Con l’espressione Terra dei Fuochi si intende una estesa area della Campania a cavallo tra le province di Napoli e di Caserta, particolarmente interessata dall’attività illegale delle ecomafie e in particolare dall’interramento illegale di rifiuti tossici e speciali e ai roghi di rifiuti. I roghi dei rifiuti tossici sprigionano nell’aria sostanze nocive come la diossina, pericolose per la salute degli esseri viventi che vivono nelle vicinanze. L’espressione nasce negli anni 2000. Nel 2003 fu usata nel Rapporto Ecomafie di quell’anno di Legambiente e in seguito da Roberto Saviano nel libro Gomorra. Le indagini scientifiche hanno evidenziato una correlazione tra i fenomeni in atto nella Terra dei Fuochi e l’aumento del numero di casi di neoplasie tiroidee. 

Il triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano è un’area compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano in Campania. La zona è tristemente nota per il forte aumento della mortalità per cancro della popolazione locale, in particolare in età infantile, correlato allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della camorra. I rifiuti erano provenienti principalmente dalle regioni industrializzate del Nord-Italia. La definizione venne utilizzata nell’agosto 2004 dalla rivista scientifica The Lancet Oncology che pubblicò uno studio di Kathryn Senior e Alfredo Mazza dal titolo Italian “Triangle of death” linked to waste crisis (Il “Triangolo della morte” italiano connesso alla crisi dei rifiuti). Secondo la giornalista Amalia De Simone situazioni analoghe, forse meno conosciute e studiate, esistono purtroppo in tutto il territorio italiano.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

http://www.napoliclick.it/portal/libri/10089-mafieuropa-il-libro-di-amalia-de-simone.htmlhttps://www.lineapress.it/la-giornalista-napoletana-amalia-de-simone-nominata-cavaliere-al-merito-della-repubblica/

https://www.ansa.it/campania/notizie/2020/10/16/rogiosithe-spark-al-via-con-amalia-de-simone_2ef94166-ac53-43a5-aa96-68a8520565e3.html

https://amaliadesimone.com/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ecomafia

https://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/ecomafia-2020-italia-ecoreati/

https://ilgiornaledellambiente.it/ecomafie-cosa-sono/

AMALIA DE SIMONE English

Amalia De Simone is a Neapolitan professional journalist, specializing in investigative journalism. She graduated in law, she never thought of becoming a lawyer. She was born in a difficult land like Campania, she has been working as a reporter for more than twenty years and for about ten years she has begun to deal mainly with investigative journalism. You have devoted many inquiries to the intertwining of clans, politics and the economic world, to environmental crimes, to violence against children, often dealing with waste, procurement and recycling, with a focus on international infiltration of mafias and connections with terrorism. You investigate by obtaining and consulting acts and documents but above all by going to the places and participating in the facts. The added value of the Neapolitan journalist is above all the way in which she conducts her inquiries and the respect, attention and respect with which she treats the people she tells the stories of. Because the videoreporter chases the truth, not the easy scoop, so she carries out painstaking research, crosses sources, goes «to the crime sites» and only then tells the facts, purifying them of any sensationalism. Many criminal investigations have started thanks to her investigations. The «Corriere.it» included her in the world ranking of one hundred women in 2016, together with Hilary Clinton, the director of Cern Fabiola Giannotti, the mother of Giulio Regeni, the priestess of rock Patty Smith and many other women described as » pioneers, creatives, influencers, revolutionaries, resilient, nonconformists «. In fact, Amalia De Simone fully embodies all these qualities, to which must be added another one of fundamental importance for an investigative journalist: courage. An episode of the Rai1 program “Cose nostra” and Rai3 “New heroes” was dedicated to her work. In 2016 you worked in the investigation program of Rai Tre, «Rec», and again for Rai you have made reports for the programs «Crash», «History is us» and «Linea Notte».

She has won many journalistic awards including «Mariagrazia Cutuli», «Wangari Maathai», «Investigative Journalism» and 3 times in the «Chronicler of the year». He is among the authors of the volumes «Dem – Encyclopedic dictionary on the mafias», «Novantadue, the year that changed Italy», «The Italy of poisons», «Under – youth, mafias and suburbs», and of the series of TV surveys on the waste crisis “In the land of Gomorrah”, made for Current. For years you have been engaged in battles for freedom of the press and freedom of expression. For voluntary work she is the director of Radio Siani, anticamorra radio based in Herculaneum in a property confiscated from a boss. In 2019 you published with Rogiosi Editore “MafiEuropa”, a book in which you collected the surveys carried out for CorriereTV. In her book Amalia De Simone explains how, in line with the globalization of traffics, for years, the Italian mafias have become internationalized. Europe, in particular, and other continents, have become a single field of action and interaction with other world criminals. In 2020 she won numerous awards with the documentary «Caine», shot with the inmates of Fuorni and Pozzuoli.

In 2016, the President of the Republic Sergio Mattarella appointed her as a Knight of the Order of Merit of the Italian Republic «for her courageous commitment to denounce criminal activities through complex journalistic investigations.» «I will withdraw this recognition symbolically in the name of the many journalists of investigation that especially at this moment are working in great difficulty, – said in a post on Facebook De Simone – on behalf of precarious and freelance journalists, on behalf of people who do things with passion and honesty and working hard, on behalf of colleagues of Corriere della Sera, on behalf of the volunteers of Radio Siani, the Radio della Legalità, who have been able to go their own way alone and with their heads held high ”.

In an interview she says of herself: «A word to define me? I’m a pain in the ass «. About her Other words from her to describe the commitment of an investigative journalist: «Fear is a feeling that serves to be careful, to stay focused. There is no other way for me to do this job «,» Real journalism is what you do on the pitch, wearing out the soles of your shoes and scoring straight «. She was recently acquitted of the libel charge that a powerful businessman had brought against her for her investigation into an international cocaine trafficking. It was one of the many reckless complaints that people involved in journalistic investigations on the crime often protrude against the authors, in order to intimidate them.

She presents her blog, which she curates with the journalist Simona Petricciuolo, with these words: “In the end I started this blog. Many asked me who wanted to consult some of my works, so I overcome the embarrassment and here I am. In this space I should write my professional biography: the many publications I have worked for, the battles, the prizes, the victories, the defeats … but I prefer facts to words and whoever wants to can see the «facts», those that in my small I can realize and live because I have learned that «words already die under the pen».

Among the many burning issues touched by the journalist Amalia De Simone we remember the inquiries on ECOMAPHIAS and on the LAND OF FIRES.

Ecomaphias: what are they?

Ecomafia is a neologism coined for the first time by Legambiente, an environmental association, which defines all the illegal activities of Mafia-type criminal organizations that cause damage to the environment. The activities of the eco-mafias include illegal trafficking and illegal disposal of waste, both dangerous and non-hazardous, but also the traffic of illegal shopping bags, large-scale unauthorized building, forest fires and illegality in the agro-food market. This set of environmental crimes yields a millionaire to the eco-mafia. In the Report on eco-mafias drawn up by Legambiente in 2020 we read: “Environmental illegalities are growing. An outlawed deal worth almost 20 billion euros for this year. 34,648 crimes were ascertained. They travel at the rate of an average of 4 per hour. With an increase of 23.1% compared to 2018. Campania, Puglia, Sicily and Calabria are the regions where more eco-crimes are committed; while Lombardy collects more arrests ”. These are the main data that emerge from the new Legambiente 2020 Ecomafia report in which the stories and numbers of environmental crime in Italy are told. There is talk of the explosion of offenses in the cement cycle with 11,484 crimes (plus 74.6% compared to 2018) which exceed those disputed in the waste cycle which are 9,527 (plus 10.9% compared to 2018); but there is also a surge in crimes against wildlife reaching 8,088 (up 10.9% compared to 2018) and those related to forest fires with 3,916 crimes (up 92.5% compared to 2018). In addition, unauthorized building remains widespread with 20,000 new outlawed constructions. «The picture told about environmental illegalities and the role that criminal organizations play, even in the Center-North, in the era preceding Covid-19 is worrying – declares Stefano Ciafani, president of Legambiente – if on the one hand environmental crimes have increased , on the other hand, the pressure of the state has not stopped. Rather. The new repression tools guaranteed by the law on eco-crimes are showing all their validity both on the repressive front and on that of prevention. However, we must not let our guard down. This is why it is essential to complete the regulatory framework ”.

The Land of Fires

With the expression Land of Fires we mean an extended area of ​​Campania between the provinces of Naples and Caserta, particularly affected by the illegal activity of eco-mafias and in particular by the illegal burial of toxic and special waste and the burning of waste . The fires of toxic waste release harmful substances such as dioxin into the air, which are dangerous for the health of living beings living nearby. The expression was born in the 2000s. In 2003 it was used in the Ecomafie Report of that year by Legambiente and later by Roberto Saviano in the book Gomorra. Scientific investigations have shown a correlation between the phenomena taking place in the Land of Fires and the increase in the number of cases of thyroid neoplasms.

The Acerra-Nola-Marigliano death triangle is an area between the municipalities of Acerra, Nola and Marigliano in Campania. The area is notorious for the sharp increase in cancer mortality of the local population, especially in childhood, related to the illegal disposal of toxic waste by the Camorra. The waste came mainly from the industrialized regions of Northern Italy. The definition was used in August 2004 by the scientific journal The Lancet Oncology which published a study by Kathryn Senior and Alfredo Mazza entitled Italian «Triangle of death» linked to waste crisis (The Italian «Triangle of death» connected to the waste crisis) . According to the journalist Amalia De Simone, similar situations, perhaps less known and studied, unfortunately exist throughout the Italian territory.

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Direzione e responsabilità del progetto: Silvia Barrios

Collaborazione e contenuti: Amalia Ferrigno

Pagina web Progetto / archivio “Altar Mujeres SXXI #vidasenlucha”

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Per aderire alla proposta : silviabarriosarte@yahoo.com.ar

Invito MediaLab #comunidadCulturaSolidaria

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