MARZIA E LE ALTRE: LE MADRI DELLA TERRA DEI FUOCHI

MARZIA E LE ALTRE: LE MADRI DELLA TERRA DEI FUOCHI

Terra dei Fuochi: un termine che in tutta Italia rappresenta il connubio tra malavitosi , industriali disonesti, politici e tecnici corrotti. I loro interessi riguardano lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi in cave e terreni agricoli del territorio campano, in un’area densamente popolata tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Così, quella che in epoca romana era chiamata Campania felix e in epoca medioevale Terra di Lavoro è diventata una delle zone più inquinate d’Europa.

La situazione della zona inizia a destare sospetti già agli inizi degli anni ’90: l’attenzione  si concentra soprattutto sui cumuli di rifiuti disseminati nelle campagne e lungo i corsi d’acqua, anche in prossimità di zone abitate. Si tratta in genere di scarti delle lavorazioni di fabbriche in nero del settore tessile o del pellame, ma anche copertoni di auto, elettrodomestici, amianto. Questi cumuli di rifiuti, vere e proprie discariche abusive, vengono spesso incendiati, provocando un fumo denso e nero, immediatamente avvertito come un pericolo per la salute delle persone. 

Questi roghi, però, sono solo la punta dell’iceberg. 

I primi sospetti di uno smaltimento illegale di rifiuti tossici e del loro interramento sono denunciati alla fine del 1989 da un’inchiesta di Legambiente sul business dei rifiuti. Sono poi confermati nel 1996 dai risultati delle indagini dell’ ispettore della Criminalpol Roberto Mancini.  Infine nel 2013 il pentito di camorra Carmine Schiavone rende noto con le sue dichiarazioni il traffico di rifiuti tossici . Successivamente dichiarerà che nel 1997 aveva già rivelato tali traffici a una commissione di inchiesta e che le informazioni erano state secretate.

 Fare l’elenco di quel che si può trovare a pochi metri di profondità è praticamente impossibile, tanto varia è la natura dei rifiuti che vengono interrati in queste zone.

Si tratta di rifiuti altamente tossici: solventi chimici, liquami velenosi, scorie industriali e radioattive, rifiuti ospedalieri, farmaceutici, fanghi termonucleari e altre numerose sostanze venefiche.

Le falde acquifere di molte località sono seriamente compromesse. Il loro inquinamento comporta quello della vegetazione, tanto di quella destinata al pascolo del bestiame quanto di quella destinata all’alimentazione umana.  Tramite la catena alimentare, si è presto arrivati a riscontrare presenza di metalli pesanti nel sangue di animali e persone. 

Mentre politici e laboratori scientifici cercano di dimostrare se esiste una correlazione tra inquinamento ambientale e salute, i casi di tumori e leucemie aumentano a dismisura. 

Non hanno bisogno di statistiche ufficiali le persone che vivono direttamente questo dramma. Soprattutto i genitori. Perché sì, questi tumori colpiscono gli adulti, soprattutto la fascia dai 30 ai 50 anni, ma anche i bambini, tantissimi. E poco importa che i risultati degli studi concludano che in Campania il numero dei bambini colpiti da leucemie e tumori non supera la percentuale nazionale. Forse è la percentuale nazionale che indica l’esistenza di un problema più grave. Che la Terra dei Fuochi non è solo qui, in questa terra martoriata anche dal pregiudizio di chi crede che sia solo terra di camorra.

Non hanno bisogno di statistiche le mamme dei bambini ammalati. Si incontrano e si conoscono nei vari poli oncologici dove sono in cura i loro figli. Al Pausilipon di Napoli , al Gaslini di Genova, o presso gli altri centri oncopediatrici dove i viaggi della speranza conducono . Sono proprio le mamme le prime ad essere meravigliate di incontrare tante altre famiglie con lo stesso problema provenienti dalla stessa zona. E poi la tipologia dei tumori: alcuni lasciano stupiti gli stessi medici, in quanto sono riconducibili a disastri ambientali di grande entità; altri sono conosciuti come malattie degli ultrasessantenni. 

Il piccolo Enrico muore con un glioblastoma  tronco-cerebrale, un tumore del cervello. Martina di nefroblastoma, un tumore dei reni. Riccardino con una leucemia linfoblastica acuta.  Antonio di rabrabdomiosarcoma nucleare, un termine difficile anche da pronunciare. Alice per un rabdomiosarcoma. Tonia un tumore al cervelletto. Dalia con un linfoma linfoblastico non hodgkin. Francesco per un epatocarcinoma metastatico ai polmoni. Alessia con un glioma intrinseco tronco encefalico al quarto stadio. 

Questi bambini sono solo una piccola parte di tutti quelli che si sono ammalati, alcuni di loro combattono contro la malattia, altri sono volati in cielo. Le loro mamme, unitamente ad altre, sono donne speciali, donne che ci hanno messo la faccia. Nel 2013,  per richiamare l’attenzione pubblica e delle istituzioni hanno accolto l’invito di Padre Maurizio Patriciello, parroco in uno dei quartieri di Caivano, facendosi fotografare con le foto dei loro bambini. Le foto sono diventate cartoline, spedite al Papa, al Presidente della Repubblica, ai principali rappresentanti delle istituzioni italiane, del Parlamento Europeo e dell’ONU. Undici volti. Undici madri coraggio che hanno prestato il dolore per la morte dei loro bambini agli scatti dei fotografi. Obiettivo: far vedere che nella Terra dei Fuochi – nella Campania dilaniata dai rifiuti tossici di mezza Italia – si muore davvero. La speranza è che questi saluti speciali spediti dalla Terra dei Fuochi servano come promemoria per le istituzioni, per autorità distratte, per non far dimenticare il genocidio quotidiano in atto in Campania. E’ questa la risposta delle madri a un ministro della Salute che aveva affermato che l’aumento delle patologie tumorali nei bambini campani era dovuto a cattivi stili di vita e a una dieta alimentare sbagliata. L’iniziativa ha una grande risonanza mediatica. Rispondono scolaresche, movimenti, comitati, parrocchie, partiti politici. Le madri non sono più sole. Le risposte arrivano.

Il Presidente Napolitano invita don Maurizio e le mamme al Quirinale. «Mi deve promettere che non ci abbandona», «Abbiamo altri bambini che vogliamo far crescere” – dicono le mamme. Il Presidente si commuove fino alle lacrime.

 Papa Francesco, il 14 maggio 2014, nel salutare il popolo della Terra dei Fuochi, presente in piazza San Pietro, dice: “Il rispetto per la dignità dell’uomo e il diritto alla salute vengono prima di ogni altra cosa”. Il Venerdì Santo, durante la Via Crucis al Colosseo, fa pregare il mondo cattolico per le madri della Terra dei Fuochi che hanno visto soffrire e morire i propri figlioletti.

“Che la loro morte non sia inutile”. 

Le mamme traggono dal loro dolore la forza di non arrendersi, di combattere per il loro territorio. Come Marzia Caccioppoli. Marzia è di Napoli Centro, ma quando nasce Antonio decide di trasferirsi in campagna, a Casalnuovo, dove l’aria è più respirabile e salutare per la crescita del bambino. Non sa di essersi trasferita nella Terra dei Fuochi, detta anche il triangolo della morte. A 8 anni Antonio comincia ad avere problemi al lato destro del corpo.  La risonanza magnetica decreta una sentenza senza appello: il glioblastoma multiforme non perdona. È un tumore tipico dell’età adulta, si presenta tra i 50 e i 70 anni. Antonio muore nel giugno 2013. Dopo pochi giorni Marzia incontra Don Maurizio che  la sprona a non guardare al proprio dolore, ma a lottare per quello degli altri. La sua vita cambia all’improvviso. Marzia ha capito che di quel dolore deve farne una missione. Inizia così la sua battaglia. Studia, si documenta. E’ in prima linea nelle manifestazioni.  Affronta anche con coraggio un incontro con Carmine Schiavone. Il 20 dicembre 2013 dà vita alla associazione “Noi genitori di tutti”, che tuttora presiede. Le socie fondatrici sono 6, più 2 papà. Ecco le madri coraggio: 

Raffaella, mamma di Francesco,

 Marzia, mamma di Antonio, 

Antonella, mamma di Checco,

Luisa, mamma di Alice,

Imma, mamma di Mesia,

Anna, mamma di Riccardo.

Una trentina di volontarie offrono il loro lavoro all’associazione il cui scopo è  dare sostegno umano e materiale alle tante famiglie che iniziano il loro stesso percorso a causa della malattia di un figlio. I problemi sono tanti, a volte per seguire i figli bisogna rinunciare al lavoro, altre volte è difficile dividersi tra ospedale e cura degli altri figli a casa. L’associazione adotta queste famiglie. Grazie alle donazioni si cerca di intervenire offrendo un aiuto come buoni benzina, spesa alimentare, aiuti economici per affrontare i viaggi per i controlli specialistici. Soprattutto si offre l’ascolto, i consigli  e la condivisione del dolore.

Si aggiunge a questo l’opera di sensibilizzazione sul tema ambientale e del diritto alla vita, attraverso la prevenzione e la corretta informazione. Bisogna tenere alta l’attenzione sulla Terra dei Fuochi, troppe volte istituzioni e mass media hanno cercato di sminuirne la gravità. La verità colpisce troppi interessi economici.

Queste mamme non si sono chiuse nel loro dolore: vogliono giustizia per i loro bambini. Soprattutto vogliono che non muoiano più bambini. 

Incontrano i ragazzi delle scuole, partecipano a trasmissioni radiofoniche e televisive. Con semplicità raccontano la propria storia, ricordano i propri figli. Contemporaneamente fanno proposte concrete. Richiedono esami tossicologici per i bambini per scoprire la presenza di metalli pesanti nel sangue. Chiedono che i controlli per il tumore alla mammella per le donne delle zone interessate vengano  effettuati iniziando dai 20 anni e non dai 40, come di solito. 

Partecipano a ogni iniziativa di sensibilizzazione alle problematiche del territorio. Con il comitato “Vittime della Terra dei Fuochi”, il 6 febbraio 2017, denunciano la morte di 8 bambini in 20 giorni. Con estrema dignità e compostezza, manifestano davanti alla Prefettura di Napoli, chiedendo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, affinché, passata l’ondata mediatica, la situazione non cada nel dimenticatoio. Ancora, organizzano a Napoli con “Stop Biocidio” (coalizione sociale di movimenti contro l’emergenza sanitaria ed ambientale) la grande manifestazione del 24 marzo 2018. Partecipano circa 120.000 persone, provenienti da tutta la Campania, ma anche da Taranto e da altri territori soggetti a rischio ambientale.

Danno vita, con altre 25 associazioni, alla “Rete di Cittadinanza e Comunità”. La Rete, nata dall’ampia battaglia ambientalista in Terra dei Fuochi, è diventata una grande federazione di associazioni, alcune anche geograficamente distanti, come “COVA Contro” l’associazione lucana che si occupa dell’inquinamento in Val D’Agri, e il Comitato IoLotto dell’ Emilia Romagna. L’obiettivo è di costruire nuovi rapporti comunitari in relazione all’ambiente e di formare una maggiore consapevolezza collettiva, proponendosi quindi un forte cambiamento dal basso.

Grazie alla rete nasce il Progetto Veritas che unisce  le energie dell’Università Federico II di Napoli, di un oncologo di fama internazionale, il Prof. Antonio Giordano, di attivisti ambientalisti, di artisti e di cittadini comuni, al fine di effettuare test tossicologici all’avanguardia su persone affette da gravi patologie in Terra dei Fuochi e mapparne il sangue allo scopo di misurare qual è la portata dell’impatto ambientale sulla salute umana. I costi dei test di laboratorio sono stati economicamente sostenuti tramite crowdfunding sul web, spettacoli e varie iniziative sul territorio. Veritas è, perciò, un esercizio di cittadinanza attiva e un pezzo di resistenza vera, per dimostrare che, dal basso, si può tutto. Perfino arrivare a quei risultati che richiederebbero mezzi imponenti per essere raggiunti e ai quali la politica, indifferente quando non volutamente assente, sembra proprio non voler pervenire. Nel dicembre 2019 il Prof. Giordano ha presentato i risultati della ricerca confermando che il livello di metalli tossici nel sangue dei pazienti oncologici nei Comuni della Terra dei Fuochi è del tutto fuori norma.

Finalmente il 10 febbraio 2021 è stato presentato il dossier  frutto dell’intesa stipulata nel 2016 dalla Procura di Napoli nord con l’Istituto Superiore di Sanità . Esso mette definitivamente fine al pensiero dei negazionisti e, si spera, alla “inerzia” istituzionale. I risultati dell’indagine confermano la stretta correlazione tra la maggior parte delle patologie tumorali con l’esposizione ai rifiuti e/o ai contaminanti da essi rilasciati. In particolare si sottolinea anche tale consequenzialità in relazione alla prevalenza di nati prematuri o con malformazioni congenite. Nelle conclusioni gli stessi autori del rapporto chiedono di bloccare qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento di rifiuti.

Vorrei terminare con le parole di Anna, la mamma di Riccardino: “Mi sono avvicinata a questo mondo che molti vorrebbero non esistesse, invece esiste. Mio figlio mi ha lasciato in eredità il coraggio. Un cuore da leone. E oggi ci sono, insieme alle altre mamme: siamo le mamme che intervengono quando le istituzioni o chi di dovere sono assenti.  Il dolore s’è trasformato in un abbraccio”.

MARZIA AND THE OTHERS: THE MOTHERS OF THE LAND OF FIRES

Land of Fires: a term that represents the combination of criminals, dishonest industrialists, corrupt politicians and  corrupt technicians in Italy. Their interests concern the illegal disposal of hazardous waste in quarries and agricultural land in the Campania region, in a densely populated area between the provinces of Naples and Caserta. So, the land that was called Campania felix in Roman times and Terra di Lavoro in medieval times has become one of the most polluted areas in Europe.

The situation in the area begins to arouse suspicion in the early 1990s: attention is focused above all on the piles of waste scattered in the countryside and along waterways, even in the vicinity of inhabited areas. These are generally waste from the processing of illegal work in the textile or leather sector, but also car tires, household appliances, asbestos. These heaps of waste,  illegal landfills, are often set on fire, causing a dense and black smoke, immediately perceived as a danger to people’s health.

These fires, however, are only the tip of the iceberg.

The first suspicions of the illegal disposal of toxic waste and its landfill were reported at the end of 1989 by a “Legambiente”(an environnement organitation) investigation into the waste business. They are then confirmed in 1996 by the results of the investigations by Criminalpol inspector Roberto Mancini. Finally, in 2013,  Carmine Schiavone, collaborator of justice,  made known the trafficking of toxic waste by his statements. He later declared that he had already disclosed such trafficking to a commission of inquiry in 1997and that this information had been secreted.

It is practically impossible making a list of what can be found a few meters deep, so varied is the nature of the waste that is buried in these areas.

They are toxic waste: chemical solvents, poisonous sewage, industrial and radioactive waste, hospital and pharmaceutical waste, thermonuclear sludge and many other poisonous substances.

The aquifers of many localities are seriously compromised. Their pollution involves that of vegetation, both intended for grazing livestock and intended for human nutrition. Through the food chain, heavy metals were soon found in the blood of animals and people.

While politicians and scientific laboratories try to prove whether there is a correlation between environmental pollution and health, the cases of cancer and leukemia are increasing dramatically.

The people who directly experience this drama do not need official statistics. Especially the parents. Because yes, these tumors affect adults, especially those aged 30 to 50, but also children, many. It doesn’t matter  that the results of the studies conclude that in Campania the number of children affected by leukemia and tumors does not exceed the national percentage. Perhaps it is the national percentage that indicates the existence of a more serious problem. That the Land of Fires is not only here, in this land also tormented by the prejudice of those who believe that it is only the land of the Camorra.

Mothers of sick children do not need statistics. They meet and get to know each other in the various cancer centers where their children are being treated. At the Pausilipon in Naples, at the Gaslini in Genoa, or at the other oncopediatric centers where journeys of hope lead. The mothers are the first to be amazed to meet so many other families with the same problem from the same area. And then the type of tumors: some of them amaze the doctors themselves,as they can be traced back to major environmental disasters; others are known as diseases over  60s.

Little Henry dies with a brainstem glioblastoma, a brain tumor. Martina of nephroblastoma, a kidney tumor. Riccardino with acute lymphoblastic leukemia. Antonio of nuclear rhabrabdomyosarcoma, a term difficult even to pronounce. Alice for rhabdomyosarcoma. Tonia a tumor in the cerebellum. Dalia with non-hodgkin’s lymphoblastic lymphoma. Francesco for a metastatic hepatocellular carcinoma of the lungs. Alessia with stage 4 intrinsic brain stem glioma.

These children are only a small part of all those who have fallen ill, some of them fighting the disease, others have flown to heaven. Their mothers, together with others, are special women, women who have stood up for these problems. In 2013, to attract public and institutional attention, they accepted to be photographed with photos of their children, at the invitation of Father Maurizio Patriciello, parish priest in one of the neighborhoods of Caivano. The photos have become postcards, sent to the Pope, the President of the Republic, the main representatives of the Italian institutions, the European Parliament and the U.N.. Eleven faces. Eleven courageous mothers who put  the pain for the death of their children to the photos of photographers. Objective: to show that in the Land of Fires – in Campania torn apart by the toxic waste of half of Italy- people really die. The hope is that these special greetings sent from the Land of Fires will serve as a reminder for the institutions, for distracted authorities, so as not to forget the daily genocide taking place in Campania. This is the response of mothers to a Minister of Health who had stated that the increase in cancer pathologies in children in Campania was due to bad lifestyles and a wrong diet. The initiative has a great media coverage. School groups, movements, committees, parishes, political parties respond. Mothers are no longer alone. The answers arrive.

President Napolitano invites Don Maurizio and mothers to the Quirinale. «You must promise me that you will not abandon us», «We have other children we want to raise» – the mothers say. The President is moved to tears.

 Pope Francis, on May 14, 2014, in greeting the people of the Land of Fires, present in St. Peter’s Square, said: «Respect for the dignity of man and the right to health come before everything else». Good Friday, during the Via Crucis at the Colosseum,  the Pope makes the Catholic world pray for the mothers of the Land of Fires  who have seen their children suffer and die.

“May their death not be useless”.

Mothers draw from their pain the strength not to give up, to fight for their territory. Like Marzia Caccioppoli. Marzia is from the Center  of Naples, but when Antonio was born she decided to move to the countryside, in Casalnuovo, where the air is more breathable and healthy for the child’s growth. She does not know that she has moved to the Land of Fires, also called the Triangle of Death. At 8 years old, Antonio begins to have problems with the right side of his body. The magnetic resonance decrees a sentence without appeal: the glioblastoma multiforme does not forgive. It is a typical adult tumor, it occurs between the ages of 50 and 70. Antonio died in June 2013. After a few days Marzia meets Don Maurizio who urges her not to look at her own pain, but to fight for that of others. Her life changes suddenly. Marzia understood that she must make a mission out of that pain. So began her battle. She studies,she documents herself. She is at the forefront of demonstrations. She also bravely faced a meeting with Carmine Schiavone. On December 20, 2013, she founded the association «Noi genitori di tutti», which she still presides. The founding mothers are 6, plus 2 dads. Here are these courageous mothers: 

Raffaella, the mother of Francesco,

 Marzia, the mother of Antonio,

Antonella, the mother of Checco,

Luisa, the mother of Alice,

Imma, the mother of Mesia,

Anna, the mother of Riccardo.

About thirty volunteers offer their work to the association whose purpose is to give human and material support to the many families who start their own journey due to the illness of a child. The problems are many, sometimes to follow the children you have to give up work, other times it is difficult to divide between hospital and caring for other children at home. The association adopts these families. Thanks to the donations we try to intervene by offering help such as petrol vouchers, foodstuffs, economic aid to deal with trips for specialist checks. Above all, listening, advice and sharing of pain are offered.

Added to this is the work of raising awareness on the environmental issue and the right to life, through prevention and correct information. Attention must be kept on the Land of Fires, too many times institutions and mass media have tried to diminish its seriousness. The truth affects too many economic interests.

These mothers want justice for their children. Above all, they want children to stop dying.

They meet school children, participate in radio and television broadcasts. With simplicity they tell their own story, they remember their children. At the same time they make concrete proposals. They require toxicology tests for children to detect the presence of heavy metals in the blood. They ask that breast cancer checks for women in the affected areas be carried out starting at the age of 20 and not 40, as usual.

They participate in every initiative to raise awareness of the problems of the territory. With the committee «Victims of the Land of Fires», on February 6, 2017, they report the death of 8 children in 20 days. With extreme dignity and composure, they demonstrate in front of the “Prefettura” of Naples, asking for greater attention from the institutions, so that, once the media wave has passed, the situation does not fall into oblivion. Furthermore, they organized in Naples with «Stop Biocidio» (social coalition of movements against the health and environmental emergency) the great demonstration of 24 March 2018. About 120,000 people participated, coming from all over Campania, but also from Taranto and other territories subject to environmental risk.

Together with 25 other associations, they created the “Network of Citizenship and Communities”. The Network, founded from the wide environmental battle in Land of Fires, has become a large federation of associations, some even geographically distant, such as «COVA Contro», the Lucanian association that deals with pollution in Val D’Agri, and the “IoLotto Committee” of Emilia Romagna. The goal is to build new community relationships in relation to the environment and to form greater collective awareness, thus proposing a strong change from the population.

Thanks to the network, the “Veritas Project” was founded, which unites the energies of the “Federico II University” of Naples, an internationally renowned oncologist, Prof. Antonio Giordano, environmental activists, artists and common citizens, in order to carry out toxicological tests on people affected by serious diseases in Land of Fires and mapping their blood in order to measure the extent of the environmental impact on human health. The costs of the laboratory tests were economically supported through crowdfunding on the web, shows and various initiatives in the area. Veritas is, therefore, an exercise in active citizenship and a piece of real resistance, to demonstrate that  everything can be done. In December 2019, Prof. Giordano presented the results of the research confirming that the level of toxic metals in the blood of cancer patients in the Municipalities of the Land of Fires is completely out of the norm.

Finally, on February 10, 2021, the dossier resulting from the agreement signed in 2016 by the North Naples Public Prosecutor’s Office with the “Istituto Superiore di Sanità” was presented. It definitively puts an end to the thought of the deniers and, hopefully, to institutional immobility. The results of the survey confirm the close correlation between most cancers with exposure to waste and / or contaminants released by them. In particular, this consequentiality is also emphasized in relation to the prevalence of premature births or congenital malformations. In the conclusions, the authors of the report themselves ask for any illegal and uncontrolled waste disposal activity to be stopped. 

I would like to end with the words of Anna, the mother of Riccardino: “I approached this world that many wish did not exist, instead it exists. My son gave  me courage. A lion’s heart. And today I am here, together with the other mothers: we are the mothers who intervene when the institutions or those in charge are absent. The pain has turned into a hug «.

Riferimenti bibliografici

https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_dei_fuochi

http://www.ilgiornaleweb.it/cultura/societa/2004_marzia-caccioppoli-voce-di-madre-nella-terra-dei-fuochi-au55.html

https://www.adnkronos.com/marzia-caccioppoli-la-terra-dei-fuochi-mi-ha-tolto-il-mio-unico-figlio-vivo-per-lottare_6xnaxIoNZptwrWXAqsafZR?refresh_ce

https://www.diocesinocerasarno.it/2016/madre-di-tutti/

Collegamento QR

Direzione e responsabilità del progetto: Silvia Barrios

Collaborazione e contenuti: Paola Taglé

Pagina web Progetto / archivio “Altar Mujeres SXXI #vidasenlucha”

Pagina archivio Facebook
https://www.facebook.com/altarmujeressxxi/?modal=admin_todo_tour

Per aderire alla proposta : silviabarriosarte@yahoo.com.ar

Invito MediaLab #comunidadCulturaSolidaria

Anuncio publicitario

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s